Specifiche
| Tipologia | Bianco |
| Denominazione | Fiano di Avellino D.O.C.G. |
| Annata | 2021 |
| Alcol | 13.00% |
| Nazione | Italia |
| Regione | Campania |
| Temperatura di Servizio | 8°/10° |
| Fermentazione e Affinamento | raccolta manuale di grappoli selezionati in cassette da 15 kg, diraspatura, criomacerazione e pressatura soffice dell’uva, fermentazione in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, permanenza per circa 3 mesi in acciaio, affinamento di circa 3 mesi in bottiglia. |
| Abbinamento | Gnocchi del salernitano, coniglio alla cacciatora, faraona alla cacciatore. |
| Uvaggio | Fiano 100% |
| Note | Contiene Solfiti |
Storia del Produttore
All’inizio degli anni ’80 i fratelli Erminia, Generoso e Roberto Di Meo rilevano la storica azienda agricola dei genitori Vittorio e Alessandrina, situata a pochi chilometri da Avellino, nel comune di Salza Irpina. La proprietà, in passato appartenuta ai Principi Caracciolo, è circondata da lievi e ventilati declivi collinari, sui quali domina un caratteristico Casino di caccia del ‘700.
L’obiettivo dei tre fratelli è quello di produrre vini a partire dalle varietà autoctone più diffuse in Irpinia, come il Fiano, il Greco, l’Aglianico e la Coda di volpe, e di valorizzare il patrimonio di tradizioni culturali di cui sono ereditari.
Vengono impiantati i vigneti e nel 1986 arrivano i primi vini di famiglia: nasce così l’ azienda vitivinicola Di Meo.
Mentre l’Irpinia del vino conosce un periodo di forte sviluppo, con l’importante riconoscimento delle tre DOCG Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi e la crescita di un comparto vitivinicolo di significativa qualità, il progetto enologico dei Di Meo si evolve rapidamente: alla produzione di vini, nelle aree più vocate della provincia, si affiancano quella dei liquori, dei distillati e di altri prodotti enogastronomici irpini, ed in pochi anni l’azienda si configura tra le realtà produttive più prestigiose del territorio.
OGGI
Oggi l’azienda è gestita da Roberto, enologo e responsabile commerciale, e da Generoso, promotore di “Di Meo Vini ad Arte”, un progetto di valorizzazione e diffusione nel mondo del patrimonio culturale irpino e campano: anche questo, come il vino, un modo per celebrare il legame familiare con il territorio e per offrire la sua storia al gusto contemporaneo.







