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Cacciagalli “I Mille”

Disponibile

– Pallagrello Nero e piedirosso
Biologico

il Mille è dissetante e spensierato, da abbinare a uno scopone o a una briscola chiamata. La merenda dei campioni, con un po’ di pane, olio e pomodoro.

Gusto  fruttato, fresco e brioso, gradevolmente armonico.

24,00 

18
Categorie: , Provenienza: ,

Specifiche

Tipologia Rosso
Denominazione Campania DOC
Annata 2022
Alcol 14.00%
Nazione Italia
Regione Campania
Temperatura di Servizio 16°/18°
Fermentazione e Affinamento Minimo l' utilizzo di solforosa, la fermentazione sono ad opera di lieviti indigeni,non filtrato e non chiarificato. Fermentazione e affinamento in cemento.
Abbinamento Grigliata mista di carne, salsiccia di Monte San Biagio
Uvaggio Pallagrello nero, piedirosso
Note Contiene Solfiti

Storia del Produttore

Siamo a Teano, nell’Alto Casertano, alle falde del vulcano spento di Roccamonfina, in quella che gli antichi Romani chiamavano Campania Felix, un’area ancora oggi capace di dare origine a prodotti di eccellenza.

Il nome dell’azienda deriva direttamente dalla terra che la ospita: “Masseria Cacciagalli” è infatti il toponimo dell’antica proprietà risalente alla fine del ‘700, in seguito acquisita e ampliata dalla famiglia Iannaccone.

Nel corso del tempo l’esperienza maturata nella coltivazione della terra è diventata una preziosa tradizione da tramandare, accompagnata da una pura passione per il mondo del vino e dalla volontà di esprimere l’amore per il proprio territorio e la propria storia. Per rispettare e rafforzare questo forte legame, tutta l’azienda è condotta seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica.

L’azienda è gestita da Diana Iannaccone, agronomo, e Mario Basco, appassionato conoscitore del mondo del vino, e rappresenta il cammino di vita che insieme hanno coraggiosamente intrapreso, spinti dal sogno di riportare in vita l’azienda che da generazioni è appartenuta alla famiglia di Diana.

Passo dopo passo, Diana e Mario hanno ridato insieme nuova vita all’azienda dedicandosi prima al recupero delle coltivazioni per poi passare alla riqualificazione e al restauro dei ruderi che oggi ospitano le otto splendide camere ed il ristorante.