Shopping cart
0,00 €

Lazio Pinot Nero IGT “Magone” Mottura

Non disponibile

Lazio Pinot Nero IGT – Magone
Biologico

3.000 bottiglie
Evidenti note di frutta rossa come lampone ed amarena,
sensazioni gustative raffinate

40,00 

Esaurito

32
Categoria: Provenienza: ,

Specifiche

Tipologia Rosso
Denominazione Lazio IGT
Annata 2019
Alcol 13%
Nazione Italia
Regione Lazio
Temperatura di Servizio 18°
Fermentazione e Affinamento Diraspatura e a seguire fermentazione in acciaio. Durante la macerazione si
susseguono rimontaggi e follature. Fermentazione malolattica in acciaio
In barrique per 12 mesi. In bottiglia per 12 mesi
Abbinamento Fettuccina al ragu di scottona, Tartufo
Uva Pinot Nero 100%
Note Contiene Solfiti

Storia del Produttore

La tenuta Mottura si estende su 130 ettari in un territorio ricco di risorse naturali, delimitata ad ovest dalle colline e dai calanchi argillosi di Civitella d’Agliano e ad est dalla pianura umbra bagnata dal Tevere.

La vocazione vinicola di questi colli era nota sin dal 1292, quando sui registri del catasto di Orvieto questa era definita fra le zone più elette per la produzione del vino omonimo. Questa zona, rimasta indenne da insediamenti urbani ed industriali, offre ancora oggi vaste aree di primitiva bellezza, panorami selvaggi punteggiati da boschi, laghi e torrenti in uno scenario di natura intatta, nonostante la vicinanza di grandi città come Roma e Firenze.

La tenuta appartiene dal 1933 alla famiglia Mottura, che ha fortemente voluto salvaguardarne il ricco patrimonio naturalistico. Negli anni Sessanta iniziò la modernizzazione dell’azienda: dalla conduzione a mezzadria si passò a quella diretta e si iniziò a ricercare un utilizzo ottimale dei terreni dove da secoli la vite ha il proprio habitat. All’epoca i vigneti, vecchi di molte generazioni, erano ancora impostati secondo il sistema ereditato dagli Etruschi con le viti “maritate” a piante d’alto fusto che le sostenevano.

Sotto la guida di Sergio Mottura questi vecchi impianti vennero sostituiti da vigneti specializzati utilizzando strutture e criteri moderni, fino a coprire gli attuali 36 ettari vitati, mentre ogni anno nuovi impianti garantiscono la continuità del livello qualitativo raggiunto. Nello scegliere le varietà da impiantare privilegiamo quelle indigene, da sempre presenti nella zona, selezionandone i cloni dalle caratteristiche più adatte alla vinificazione. La lunga coltivazione nello stesso ambiente ha prodotto una selezione naturale delle specie che meglio si difendono dagli agenti patogeni locali, permettendo una migliore gestione dell’allevamento biologico.