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Valpolicella Classico Superiore

Disponibile

Valpolicella Classico Superiore Quintarelli

“Il Valpolicella Classico Superiore di Giuseppe Quintarelli è una di quelle bottiglie da custodire gelosamente in cantina per le occasioni speciali”.

I profumi di erbe selvatiche e di frutta in confettura si sentono in tutta la loro tipica intensità.
Il sapore è corposo e strutturato con un retrogusto minerale che conquista il palato.

150,00 

DOC

Specifiche

Tipologia Rosso
Denominazione Valpolicella Superiore DOC
Annata 2015
Alcol 15.00%
Nazione Italia
Regione Veneto
Temperatura di Servizio 18°/20°
Fermentazione e Affinamento Le uve, una volte raccolte durante la fase della vendemmia, vengono portate in casse di legno nei locali adibiti alla vinificazione per la pigiatura. Si avvia poi la fermentazione, grazie alla presenza di lieviti indigeni, che si protrae per un periodo di 7-8 giorni. Segue l’affinamento, svolto in botti di rovere di Slavonia di diversa capacità per 60 mesi, al termine dei quali il vino è pronto per essere imbottigliato.
Abbinamento Formaggi misti della casa con miele bio, salsiccia secca di montr san biagio, selezione di salumi e formaggi, ravioli al maialino nero, zuppa di ceci e porcini, coniglio alla cacciatora.
Uvaggio Corvina 55%, Rondinella 30%, Cabernet 15%
Note Contiene Solfiti

Storia del Produttore

Adagiata tra i vigneti della Valpolicella, la Cantina Quintarelli rappresenta la “Storia” dell’Amarone e dei pregiati vini rossi che hanno reso celebre questa zona collinare vicino a Verona. La storia dice che da una botte di Recioto “dimenticata” per anni in cantina svolgendo così tutti gli zuccheri residui, sia nato il famoso vino rosso simbolo, insieme al Valpolicella, delle eccellenze enologiche locali.
Come tutti i “grandi”, che non hanno bisogno di presentazioni, la famiglia Quintarelli porta avanti nel tempo il nobile lavoro dei nonni Giuseppe “Bepi” e Franca con dedizione e quasi mistico riserbo. Non esiste, infatti, quasi nessuna indicazione per raggiungere la Cantina, né un sito internet aziendale, quasi a voler proteggere una dimensione intima e ancora magicamente familiare.

Circondata da una vallata dove si estendono i filari di proprietà, la Cantina, ristrutturata nel 2014, è un piccolo gioiello di design. Ricavata all’interno della casa padronale, nella quale avvengono tutti i passaggi di trasformazione delle uve in vini d’eccellenza, la Cantina è un viaggio emozionante nella storia della famiglia Quintarelli. Fu negli anni Sessanta che il nonno Giuseppe, già produttore di vino in damigiana destinato al mercato americano, diede una svolta all’attività iniziando una produzione di nicchia di vini imbottigliati tenuti dai grappoli migliori e riscuotendo i primi riconoscimenti internazionali.

Al piano superiore dell’edificio si trova la zona dedicata all’appassimento delle uve dove, da settembre a gennaio a seconda della destinazione, i profumati grappoli di Corvina, Corvinone e Rondinella riposano pazienti tra cassette, graticci di legno e trecce appese “come una volta”, colorandosi di sfumature delicate e muffe nobili. Dai chicchi migliori, dopo otto anni in botte, nasce il famoso Amarone Quintarelli e solo dalle annate eccezionali, dopo dieci anni di affinamento, il prezioso Riserva.

Il piano inferiore è un’ode alla qualità e alla tradizione, tra eleganti botti in rovere di slavonia rigorosamente realizzate dal Mastro bottaio Garbellotto, bottiglie d’annata e intensi ritratti di famiglia che decorano le pareti. Bellissime le botti incise con motivi allegorici come la croce e il pavone per celebrare i valori tramandati dal nonno Bepi, e la cicogna e i melograni, simbolo di fertilità, a ricordare la nonna Franca e le sue quattro figlie tra cui Fiorenza che attualmente dirige l’azienda insieme ai figli.

L’affascinante percorso si snoda tra botti ovali, volute dal Bepi per ottimizzare lo spazio, e le classiche tondeggianti, portando infine al cuore più autentico della cantina: la saletta delle degustazioni. Rimasta volutamente identica nel tempo, la piccola stanza ha un fascino alchemico. Qui, circondati dalle storiche prime 10 botti Quintarelli e da bottiglie incartate dal Bepi nei fogli de L’Arena, è possibile degustare i vini in produzione splendidamente spiegati da Francesco, figlio maggiore di Fiorenza. Dal Primo Fiore, un rosso giovane igt dal sapore erbaceo, al Valpolicella 2011, dal lieve profumo di spezie e ciliegia, per passare poi al Rosso del Bepi, un Amarone di “seconda qualità”, se così si può dire, frutto delle annate più difficili e declassato da doc a igt per preservare l’eccellenza della prima scelta. Da qui si arriva all’Amarone 2009, frutto di un’annata di pieno sole che ha dato vita a 12.000 magnifiche bottiglie, all’Alzero, ottenuto da un mix di uve con un procedimento simile all’Amarone, per terminare con il Recioto, il corposo passito locale fortuito padre di quello che oggi è l’Amarone.

Il segreto

Le prime etichette Quintarelli furono scritte a mano da Giorgio Gioco celebre chef e proprietario dello stellato I 12 Apostoli, ristorante nel cuore di Verona che ha fatto la storia della ristorazione scaligera. Un vero “marchio di fabbrica” che rende ancora più uniche le bottiglie della Cantina che, ancora oggi, si distinguono per questa elegante scelta calligrafica. I vini più importanti, come il Riserva, vengono numerati a mano come veri e propri pezzi da collezione.