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Tintilia del Molise DOC

Disponibile

Tintilia del Molise DOC

Colore Rosso rubino intenso, con riflessi violacei.
Profumo di intense ed equilibrate note fruttate e di sottobosco, delicati sentori di cuoio e liquirizia.

Gusto Pieno, morbido e vellutato, con tannini piacevoli ed equilibrati, mai invadenti.

23,00 

DOC
Categorie: , Provenienza: ,

Specifiche

Tipologia Rosso
Denominazione Tintilia del Molise DOC
Annata 2020
Alcol 14.00%
Nazione Italia
Regione Molise
Temperatura di Servizio 16°/18°
Fermentazione e Affinamento Macerazione a contatto con le bucce per 1 mese e affinamento di 8 mesi in botte, poi 6 mesi in bottiglia.
Abbinamento Cacciatora, coniglio alla cacciatora, cinghiale.
Uvaggio Tintilia 100%
Note Contiene Solfiti

Storia del Produttore

IL VINO: UNA DEDIZIONE EREDITARIA

Di Majo Norante produce vini da uve proprie sin dall’Ottocento, come testimoniano le cantine sotto la piazza e nel vecchio palazzo di famiglia a Campomarino. La dedizione alla coltura della vite è ereditata da Alessio di Majo Norante ed è pianificata oggi insieme alla passione per la ricerca e la sperimentazione. Di Majo Norante produce i propri vini esclusivamente dagli 123 ettari dell’antico feudo dei Marchesi Norante di Santa Cristina.

La filosofia enologica dell’azienda Di Majo Norante rispetta l’approccio tradizionale alla coltivazione della vite ed alla produzione del vino, nel tentativo di conservare tutte le caratteristiche degli uvaggi mediterranei.

IL MOLISE E LA SUA STORIA: IL TERRITORIO

Nel Molise il vino ha una tradizione che risale ai Sanniti e ai Romani, i quali vi introdussero la coltivazione della vite. I metodi di produzione sono quelli tramandati da una generazione all’altra nell’Appennino meridionale, sempre legati ai valori del mondo contadino. La Masseria di Majo Norante è ubicata a nord del Gargano, in contrada Ramitelli, in agro di Campomarino, dove il terreno argilloso, in parte sabbioso e la brezza estiva concorrono a creare un habitat particolarmente favorevole. Alessio di Majo Norante, vignaiolo testardo e controcorrente, ha sacrificato produttività ed omologazione del gusto al perseguimento costante della qualità e della tipicità, nella convinzione che i vitigni meridionali siano più adatti alle condizioni pedoclimatiche del Contado del Molise.